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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2008

Sconsigliato il sesso con l'amante: fa venire l'emicrania

Il mal di testa riguarda 8 milioni di italiani, soprattutto donne, e il 30 percento fra bambini e adolescenti. Circa un terzo delle persone colpite da una o più forme di cefalea sono soggette a obesità. Il 50 percento dei malati non si rivolge al medico. Sono solo alcuni dei dati che verranno presentati a Torino nel corso del XXII Congresso Nazionale della Società per lo studio delle Cefalee che si terrà dal 2 al 4 ottobre. Gli esperti, guidati dal professore Lorenzo Pinessi, direttore della Clinica neurologica e del Centro cefalee dell’università di Torino, dice che negli ultimi anni si sono fatti passi da gigante nel campo della lotta alle varie forme di cefalea, fra cui l’emicrania, quella più invalidante. Per esempio ci si è resi conto che molto spesso basta osservare piccole e banali regole del vivere quotidiano per cercare di evitare l’insorgere delle crisi. Una di queste riguarda l’attività sessuale. “In alcuni uomini fare l’amore può scatenare una dolente cefalea – dice Piness…

Iperattivi e disattenti. Adulti peggio dei bimbi

L’ADHD, ovvero Attention Deficit Hyperactivity Disorder (in italiano “disturbo da deficit di attenzione con iperattività”) è stato descritto per la prima volta nel 1845, ed è oggi riconosciuto ufficialmente come disordine neuropsichiatrico dell’età evolutiva. I bimbi soggetti a questa patologia sono perennemente irrequieti, non riescono a concentrarsi, perdono subito la pazienza e si abbandonano a capricci esasperanti. In età scolare, il disturbo, affligge il 3-5 percento dei bambini, l’1 percento in forma particolarmente grave. In realtà ci si è resi conto da poco che la patologia non è solo appannaggio dei più piccoli, ma riguarda anche il mondo adulto, dove riconoscerla, è ancora più complicato. In particolare, stando a una serie di stime effettuate in America, e diffuse dal giornale Usa WebMD, il fenomeno concernerebbe 9-10 milioni di statunitensi di età superiore ai 18 anni, il 75 percento dei quali non viene nemmeno considerato malato. A questo proposito degli scienziati hanno s…

I numeri del cuore

Anche il cuore ha i suoi numeri: quelli riferiti ai malati e all’incidenza delle patologie cardiovascolari e quelli da rispettare per non correre il rischio di ammalarsi. Questo il tema della nona edizione della Giornata Mondiale per il Cuore – intitolata “Conta su di te! I numeri giusti fanno bene al cuore - che avrà luogo in tutta Italia domenica 28 settembre e servirà a rendere noti questi dati, oltre a offrire, a chi lo desidera, l’occasione di sottoporsi a screening gratuiti in grado di far luce sulla salute del proprio cuore, valutando parametri chiave come la pressione arteriosa, il battito cardiaco, il livello di grassi nel sangue, colesterolo e trigliceridi. Partendo dal primo gruppo di numeri scopriamo che, ogni 26 secondi, un uomo è colpito da infarto; ogni minuto una persona muore per un evento coronarico; il 38 percento dei sopravvissuti a un infarto perisce nell’arco di 365 giorni. Soltanto in Italia, per malattie legate al cuore, sono in cura più di 800mila persone e il…

Cibi light e cinque litri d'acqua. I falsi miti della dieta salutista

Il 5 percento della popolazione italiana soffre di un disturbo alimentare. Nella maggioranza dei casi il fenomeno riguarda individui colpiti da anoressia e bulimia, patologie concernenti il rifiuto del cibo o la smodata assunzione di alimenti (con o senza condotte di eliminazione, vomito o uso di lassativi). Ultimamente, però, si stanno facendo strada nuove ‘nevrosi alimentari’ più difficili da classificare, perché assimilate a condotte di vita salutari. Secondo gli studiosi dell’Associazione specialisti di scienza dell’alimentazione ci sono almeno tre nuove categorie di disturbi alimentari. La prima riguarda i cosiddetti “iperattivi coatti”. Si tratta di persone che, ossessionate dalla linea, mangiano più o meno regolarmente, ma si sottopongono a esercizi fisici estenuanti, oltre le proprie capacità fisiche. “Sono persone che non riescono a stare ferme, e appena finiscono di mangiare camminano magari per ore – racconta a Libero Roberto Ostuzzi, presidente della Società italiana per l…