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Visualizzazione dei post da Aprile, 2009

Tokyo invasa dai falchi. Allarme fra gli abitanti

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Per ora non sono ancora stati segnalati casi di attacco agli uomini. Tuttavia la paura che possa verificarsi qualcosa di analogo a “Birds”, film culto girato da Alfred Hithcock nel 1963 in California, è viva più che mai. Accade in Giappone, a Tokyo, e ha come protagonisti numerosi rapaci: animali come i falchi hanno infatti colonizzato i grattacieli più alti della metropoli e con i loro potenti artigli minacciano la fauna locale, creando gravi squilibri nella catena alimentare e nell’ecosistema. Ma che ci fanno intere famiglie di falchi appollaiati in cima alle guglie della più importante città nipponica? È quello che si chiedono anche gli studiosi. Probabilmente cercano il cibo e qui trovano in maggiore abbondanza ciò di cui nutrirsi. Inoltre i grattacieli, spiegano gli esperti, non hanno niente da invidiare alle gigantesche scogliere dove sono soliti dimorare i rapaci. In particolare gli ambientalisti lanciano l’allarme per quanto riguarda determinate specie ornitologiche. I rapaci …

Stop ai trapianti, il vecchio cuore basterà

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Vincere la insufficienza cardiaca grave è possibile solo con un trapianto cardiaco. Ma oggi grazie al lavoro di medici dell’Imperial College e del Brompton Hospital di Londra si può pensare seriamente di mantenere in vita anche pazienti destinati alla sostituzione dell’organo cardiaco. Ce ne parlano gli scienziati anglosassoni sulle pagine della rivista New England Journal of Medicine. Gli studiosi quattro anni fa hanno coinvolto 15 giovani colpiti da grave insufficienza cardiaca: la loro vita era appesa a un filo e solo un trapianto avrebbe potuto salvarli dalla morte. Tuttavia i medici inglesi hanno tentato una strada diversa. Una strada che nell’88 percento dei casi si è rivelata efficace. Gli esperti hanno trattato i pazienti malati di cuore con una pompa cardiaca (collegata all’aorta e al ventricolo sinistro e a una batteria esterna) con un cocktail di farmaci specifico in grado di vincere l’atrofia del muscolo miocardico. Il risultato è stato stupefacente. Undici dei quindici pa…

Le api muoiono e i cereali Usa non fruttificano

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Gli Usa rischiano una grave crisi economica per colpa delle api. Secondo gli studiosi dell’università dell’Illinois il numero degli imenotteri sta drasticamente calando: le api sono responsabili del 90 percento delle impollinazioni che avvengono tra le colture cerealicole americane, e dunque c’è chi teme un improvviso tracollo del giro d’affari legato all’agricoltura made in Usa. I ricercatori dicono che il giro d’affari legato alle api varia annualmente tra i 10 e i 20 miliardi di dollari. Secondo le stime degli entomologi gli imenotteri hanno subito negli ultimi anni un calo del 30 percento. Il perché di ciò è imputabile a tre cause principali: l’uso dei pesticidi, gli insetti alieni e l’effetto serra. Nel primo caso il riferimento è al fatto che il costante uso di pesticidi fa sì che le api soccombano oltre il normale: i principi chimici in essi contenuti causano intossicazioni irreversibili agli insetti. Nel secondo caso il riferimento è ai cosiddetti insetti alieni: popolazioni d…

Un boomerang disastroso: usare i figli per farsi la guerra

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Si chiama Memocarnet ed è un diario indirizzato esclusivamente ai figli di genitori divisi. Stando infatti alle statistiche relative al mondo occidentale i bambini di mamme e papà separati o divorziati sono in numero sempre maggiore, e dunque è necessario adottare degli stratagemmi per facilitare la loro esistenza. Se fino a una decina d’anni fa il fenomeno dei bambini con alle spalle genitori divisi era raro, oggi è quasi la norma: solo in Italia sono più di un milione i bimbi in questa situazione. L’agenda per i figli divisi nasce in Francia quest’anno. In essa non c’è solo lo spazio per memorizzare i compiti, le lezioni, l’andamento scolastico, ma anche quello riservato alle generalità dei genitori: indirizzi civici, numeri di telefono. Il calendario settimanale si divide in due spazi, uno per ciascun genitore. E alla fine del diario ci sono anche delle pagine bianche per lasciare messaggi all’ex-coniuge. Non è solo però con un diario che si intende andare incontro a figli di genit…

Arterie, inventate le protesi che si sciolgono dopo l'uso

Studiosi neozelandesi inventano un metodo per riparare le coronarie danneggiate senza interventi invasivi e sfruttando materiali biodegradabili. Si tratta di piccole mollette che, inserite con un catetere a livello inguinale, raggiungono l’arteria malata ripristinando il normale flusso sanguigno: dopo aver compiuto il loro dovere, nel giro di un paio d’anni, vengono infine riassorbite dall’organismo, senza lasciare traccia. È una sorta di angioplastica, dove anziché impiegare i tradizionali stent meccanici, si adoperano mollette che col tempo spariscono. Oggi, con l’angioplastica, si arriva dove solo un intervento a cuore aperto riesce ad arrivare: si utilizzano delle mollette metalliche che, divaricando la coronaria malata, liberano il lume arterioso dai grassi di troppo, tenendo lontane malattie come l’angina e l’infarto. Tuttavia c’è chi dice che queste mollette metalliche (in gergo medico stent) possono provocare qualche inconveniente, a partire dal fatto che si tratta pur sempre …

L'arca di Heathrow

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Cani, gatti, leoni, tigri, scimmie del Madagascar, un drago di Komodo, e poi un’infinità di pesci, uccelli, invertebrati. Non stiamo parlando di qualche zoo o parco faunistico, ma di un grosso edificio presso l’aeroporto di Heathrow, in Inghilterra, divenuto nel tempo un vero e proprio centro di accoglienza di animali provenienti da tutto il mondo e appartenenti a ogni specie immaginabile. L’Animal Reception Centre, questo il suo nome, è attivo da 31 anni (precedentemente era noto come la stazione di quarantena degli animali) e per ore, giorni, mesi o addirittura anni ospita animali in arrivo da Paesi stranieri. “Qui è un continuo via vai di animali – spiega Bob Wingate, a capo della struttura -. Con cani e gatti abbiamo anche orsi, polipi giganti, elefanti, alpaca, serpenti, scorpioni, topi. L’unico animale che non abbiamo mai ospitato in oltre trent’anni di storia è la giraffa il cui trasporto, come si può immaginare, è tutt’altro che semplice”. Dall’Animal Reception Centre transita…

La sera ha l'oro in bocca

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Chi dorme non piglia pesci. Così ci dicevano i nostri nonni, alludendo all’importanza di alzarsi presto la mattina per iniziare a lavorare prima e sfruttare al meglio le ore di luce. Evidentemente non avevano tutti i torti. Ma oggi, contemporaneamente allo sviluppo tecnologico che ci consente di lavorare 24 ore su 24, sarà ancora vero questo detto? Secondo un team di ricercatori belgi la risposta è no. Questo modo di pensare non avrebbe più molto valore, anzi, probabilmente sarebbe vero il contrario: si vive meglio andando a letto tardi e alzandosi quando il sole è già alto da un pezzo. I ricercatori dell’università di Liegi, guidati da Philippe Peigneux, hanno selezionato due campioni di volontari: il primo, rappresentato dalle ‘allodole’, uccelli mattinieri, individui abituati ad andare a letto subito dopo il tramonto e di conseguenza a svegliarsi all’alba; i secondi, comprendente ‘i gufi’, tipici rapaci notturni, soggetti che invece non riescono ad addormentarsi se non a notte fond…

Parole e ricordi: il "lampo" che fissa la memoria

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Fino a poco tempo fa si pensava che l’assimilazione di nuovi vocaboli dipendesse esclusivamente dalla memoria a lungo termine, memoria che ci consente di ricordare fatti, luoghi e persone per molto tempo. Una conclusione a cui gli studiosi giunsero studiando il caso Henry Gustav Molaison, paziente che negli anni Cinquanta subì un’operazione che lo privò della capacità di memorizzare parole e ricordi per più di 20 secondi, e che quindi era in grado di ricordare tutto del suo passato, ma nulla del suo presente, nuove parole incluse. Oggi, però, una nuova ricerca condotta dall’Università Milano-Bicocca e di prossima pubblicazione sulla rivista NeuroImage, dice che questa teoria è inesatta: in realtà, l’apprendimento di nuovi vocaboli, dipende anche dalla memoria a breve termine. È un risultato importante – spiegano i ricercatori della Bicocca - da qui sarà infatti possibile curare con maggiore efficacia i piccoli malati di dislessia e disfasia, disturbi del linguaggio. I ricercatori hann…

Pillole di scienza (2)

Paleontologia & dintorni

Anche gli uomini primitivi si prendevano cura dei disabili. La conferma arriva da uno scavo effettuato in Spagna dove degli archeologi hanno riportato in luce il cranio di un bambino di 12 anni sofferente di craniosinostosi, patologia che impedisce al cervello di accrescersi normalmente. Secondo gli studiosi il giovane non era autosufficiente e quindi – il fatto che sia arrivato fino al dodicesimo anno d’età – è la prova tangibile che qualcuno si prese cura di lui. La notizia – diffusa da Focus Storia – parla di un piccolo disabile che faceva parte di una comunità di Homo heidelbergensis, un ominide giunto in Europa più di 800mila anni fa.

Un film a 7.700 metri profondità

Fotografati e filmati per la prima volta dei piccoli pesci (Pseudoliparis amblystomopsis) a 7700 metri di profondità. È quanto riporta un team di ricercatori dell’università di Aberdeen, in Scozia, dopo una missione lungo le coste orientali del Giappone. Gli scienziati ritengono che a questa…

"Credevo di avere un'allucinazione. Nel polmone di Artyom c'era un alberello di 5 centimetri"

Medici russi operano un paziente convinti di estirpagli un tumore al polmone, e invece trovano all’interno dell’organo respiratorio un abete di 5 centimetri. È ciò che è avvenuto a Izhevsk, un piccolo centro degli Urali. Artyom Sidorkin, un ventottenne russo, accusava da tempo forti dolori al petto, accompagnati da colpi di tosse ed emottisi. Sottoposto a normali lastre i medici individuano nei polmoni del giovane una massa indefinita che scambiano per un tumore. “Noi eravamo sicuri al 100% che il nostro paziente fosse stato colpito da una neoplasia polmonare – spiega Vladimir Kamashev, oncologo russo -. Per questo abbiamo deciso di intervenire chirurgicamente”. Poi, però, la sorpresa: “Credevo di avere un’allucinazione – continua Kamashev -. Ho sbattuto le palpebre tre volte per essere certo di quel che stavo vedendo: nel polmone di Artyom c’era un alberello di cinque centimetri”. Secondo i medici che hanno attuato l’intervento il ventottenne potrebbe aver inavvertitamente inalato un…

AGORAFOBIA

Segregata in casa per vent’anni a causa di una grave forma di agorafobia una 40enne inglese torna a camminare per le strade del suo quartiere grazie a internet. Sue Curtis, questo il suo nome, per anni, non ha avuto il coraggio di mettere piede fuori casa, per non correre il rischio di essere travolta dal panico. Nonostante ciò è riuscita a condurre una vita (quasi) normale, si è sposata (in salotto) e ha allevato due figli (che non ha mai accompagnato all’asilo, al parco o in piscina). Qualche giorno fa, però, la svolta. La donna, dopo aver scaricato dalla Rete dei corsi - curati da psicologi - per vincere le proprie paure ed essersi confrontarsi con Google Maps - software che consente di visualizzare nei dettagli le caratteristiche urbanistiche del proprio paese e delle vie che circondano una certa abitazione - è riuscita per la prima volta a passeggiare dietro casa, a South Shields, in compagnia dei figli Alan e Grant: “Per una persona normale può sembrare poco – rivela Curtis - ma…

Sarà l'estate più torrida

L’estate del 2009? Ce la ricorderemo perché sarà decisamente più calda della norma. Questo il dato principale riguardante l’Italia, diffuso nei giorni scorsi dall’International Research Institute for Climate and Society della Columbia University (Iri) e ripreso sul numero di aprile della rivista Focus. Secondo gli scienziati americani – dopo un inverno eccezionalmente lungo, freddo e nevoso – ora dovremo aspettarci un’estate molto calda, soprattutto nell’Italia meridionale. Oltre ad analizzare i dati raccolti a livello planetario da satelliti e altri dispositivi, gli studiosi hanno tenuto conto di diverse considerazioni in linea con l’ipotesi di un’estate particolarmente calda: il trend trentennale di aumento delle temperature dovute all’effetto serra che sembra destinato a continuare; le temperature delle acque del Mediterraneo che, nonostante l’inverno rigido, restano più alte della norma; la superficie complessiva dei ghiacci a livello mondiale che di anno in anno diminuisce: i ghi…

Pillole di scienza

Prurito & neuroni

Compreso il meccanismo fisiologico che porta a grattarsi vincendo il prurito. Secondo uno studio pubblicato su Nature Neuroscience quando ci si gratta si ‘spengono’ i neuroni che causano la fastidiosa sensazione di prurito. Questi neuroni si troverebbero lungo il midollo spinale e si ‘accenderebbero’ ogni volta che la nostra pelle entra in contatto con sostanze irritanti. Gli scienziati dell’università del Minnesota guidati da Glenn Giesler hanno anche scoperto che se ci sfreghiamo la pelle in assenza di uno stimolo pruriginoso i neuroni analizzati restano comunque attivi.

Via Lattea + Andromeda = Milkomeda

Studiosi canadesi prevedono uno scontro fra la galassia di Andromeda e la nostra galassia, la Via Lattea. Secondo John Dubinski dell’Università di Toronto l’impatto fra i due ammassi stellari avverrà fra circa sei miliardi di anni, quando il sole avrà esaurito gran parte della sua energia e ridotto la Terra a un pianeta arido e senza vita. In questo momento la ga…

Come funziona la "tettonica a zolle" degli Appennini

Subduzione è il termine scientifico col quale si indica lo scivolamento di una placca tettonica sotto l’altra. Il fenomeno sta coinvolgendo gran parte del territorio italiano fra cui l’Aquila e le tante altre località dell’Italia centrale interessate dal grave evento sismico di ieri notte. In questo punto della Penisola una propaggine della placca adriatica sta infatti scivolando (di pochi millimetri l’anno) sotto la placca europea, causando uno squilibrio fra le forze geologiche che ha consentito a ovest degli Appennini (Lazio, Abruzzo, Toscana, Umbria) la distensione della crosta terrestre e l’apertura del Mar Tirreno, e ad oriente (Marche, Romagna), il progressivo innalzamento della catena montuosa dell’Italia centrale. Gli scienziati conoscono molto bene questa zona, ricca di faglie, e non nuova a fenomeni sismici di grossa entità. “Da tempo i geologi seguono le vicende tettoniche di quest’area geografica – spiega Giorgio Pennacchioni, docente di geologia strutturale dell’Universi…

I vizi capitali dell'era digitale

Un tempo c’erano i cosiddetti vizi capitali: avarizia, accidia, invidia, lussuria, gola, ira, superbia. Oggi, invece, con l’avvento di internet, le cose sono cambiate: i vizi di una volta hanno perso valore, e altri hanno preso il loro posto. Grazie alla Rete, quindi, possiamo assecondare le nostre debolezze semplicemente compiendo una serie di clic sul pc. Le ha elencate il mensile di tecnologia Jack, sottolineando il rischio di dipendenza (da 0 a 5), i livelli di adrenalina raggiunti dall’organismo (da 0 a 5), e gli stratagemmi per vivere i vizi nel migliore dei modi. Partiamo dal primo vizio: la paura. Il brivido di vivere emozioni estreme può essere coltivato confrontandosi con videogame particolari come, per esempio, Left 4 Dead. Il sito di riferimento è www.i4d.com. C’è davvero da farsela sotto dalla paura, fra immagini realistiche di morti viventi e sottofondi sonori da brividi. Si ha un’impennata dell’adrenalina (livello 4,5) e un rischio di dipendenza massimo (5). Secondo viz…

Scoperto in Italia il gene che blocca le metastasi

Un gene in grado di bloccare le metastasi e quindi impedire che il tumore si diffonda per tutto l’organismo. È la scoperta effettuata da un team di ricercatori italiano delle università di Padova e di Modena e Reggio Emilia, guidato da Stefano Piccolo, docente del Dipartimento di biotecnologie mediche dell’università di Padova pubblicato sulla prestigiosa rivista “Cell”. La ricerca - finanziata da AIRC e dalla Fondazione Cariparo di Padova – si basa sul presupposto che una massa tumorale dalla cosiddetta sede primaria, si può diffondere per l’organismo attraverso il sangue, interessando tutti i distretti del corpo: questo processo è noto col nome di metastasi. Le metastasi rappresentano il maggior pericolo per questo tipo di malattie, visto che nella maggioranza dei casi sono proprio questi processi a provocare la morte per tumore. Specificatamente gli scienziati hanno individuato un gruppo di geni in grado di difenderci dalle neoplasie, codificando particolari proteine. La proteina p…