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Visualizzazione dei post da Giugno, 2010

Denti perfetti a ogni età

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La ricrescita dei denti anche in tarda età è una prerogativa dei vertebrati inferiori, animali come i pesci e gli anfibi. Nei vertebrati superiori si hanno invece i denti da latte e poi quelli definitivi dell’età adulta che, una volta persi, non vengono più sostituiti. Ora, però, dei ricercatori finlandesi stanno pensando di mettere in atto una tecnica che potrebbe consentire anche all’uomo di poter godere di una dentatura splendente a ogni età. Per il momento le ricerche sono state compiute solo sui topi, mammiferi come l’uomo, appartenenti ai vertebrati superiori e come tali quindi contraddistinti da una dentatura che si rinnova al massimo due volte in una vita. Gli studiosi hanno attivato in un gruppo di roditori la via del segnale “Wnt”, una della vie principali impiegate dalle cellule per comunicare durante i processi di sviluppo embrionale. E in questo modo s'è visto che in alcuni topi in là con l’età è possibile far crescere ex novo dei molari. In particolare in un esemplar…

Il simbolo della sperequazione ambientale e morale del mondo contemporaneo

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L'altra sera alla Fata Verde si parlava di economia e delle difficoltà che si hanno a dare vita a una società equilibrata ed egualitaria. Molti sostengono che sia un'utopia, io invece continuo a essere convinto del contrario. Certo, sono necessari degli sforzi, partendo innanzitutto dal popolino, che critica ma non fa autocritica, consuma e non risparmia, insomma, predica bene ma razzola male. Così si crea un ulteriore divario fra la "metà degli obesi, e la metà degli affamati", che prima o poi (come dice in questi giorni il microbiologo Frank Fenner) ci si ritorcerà contro, portando l'uomo sull'orlo dell'estinzione. Domenica l'ennesima illuminazione: l'egregio articolo pubblicato sul Sole scritto da Stanley Ulijaszek, antropologo dell'Università di Oxford. Anche lui punta sulla necessità di una società più adulta e consapevole, che ragioni a 360 gradi, non guardando solo al proprio orticello di casa, l'unico modo per superare la crisi ed …

Il segreto per un matrimonio felice è scritto nel nostro sangue

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Ieri dicevamo che un buon matrimonio ha il potere (indirettamente) di contrastare l'effetto serra. Oggi, dunque, torniamo a parlare del settimo sacramento in seguito a una notizia che giunge dal Giappone: sempre più persone si sposano guardando al gruppo sanguigno del partner. Fantascienza? Non proprio. In Sol Levante sono, infatti, usciti numerosi testi relativi alle combinazioni "sanguigne" più idonee per il successo della coppia. Qualcosa che prima veniva egregiamente assolto da manuali di astrologia e chiromanzia e che oggi invece sembra ad esclusivo appannaggio della biologia. Prima le superstizioni, oggi la (pseudo)scienza. Per esempio da queste guide emerge che i maschi con gruppo sanguigno A sono gli uomini ideali da sposare perché particolarmente sinceri e affidabili. Altre loro doti: la calma, la serenità e la lealtà. Il gruppo sanguigno A compare sulla Terra nel momento in cui gli uomini primitivi cambiano le loro abitudini di vita, cominciando a costruire e d…

Il matrimonio? Nuova arma contro l'effetto serra

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Si relega spesso la questione "divorzio" alla politica, laddove la sinistra spalleggia da sempre la divisione definitiva fra coniugi che non ne vogliono più sapere del vecchio partner, mentre la destra - più legata ai concetti di famiglia, patria e religione - è più propensa a salvaguardare "la santità del matrimonio". In realtà scopriamo che, negli ultimi tempi, anche la sinistra si sta promuovendo per cercare in tutti i modi di declassare divisioni e divorzi. Il motivo? L'ambiente. Stando infatti alle statistiche di più gruppi di scienziati, il numero spropositato di coppie che si dice addio sta raggiungendo cifre più che ragguardevoli, andando a pesare gravemente sulle sorti del pianeta. Il motivo è semplice: le coppie che si sfasciano finiscono per consumare molto di più di quelle che decidono di rimanere sotto lo stesso tetto, e in questo modo - magari senza pensarci - adottano un sistema di vita tutt'altro che ecosostenibile. Veniamo al dunque. Negli…

Dai 3 ai 13 minuti. Il tempo ideale per un rapporto sessuale

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Sempre più spesso sentiamo parlare di coppie famose che si abbandonano a performance erotiche dalla durata illimitata: fece scalpore qualche tempo fa Sting, quando disse che lui e la sua partner possono anche fare l'amore per sette ore di fila. Così facendo però illudono la massa, inducendo a credere che solo a pochi è consentito di vivere il sesso nel modo migliore. In realtà, uno studio pubblicato oggi sul Daily Mail, rivela che la durata ideale di un rapporto sessuale è dieci minuti. I test mettono in luce che, in media, un rapporto sessuale dovrebbe durare dai tre ai tredici minuti: quando si passano i dieci minuti, infatti, per molte persone comincia a diventare una specie di sacrificio. Eric Corty e Jenay Guardiani - a capo della ricerca - hanno condotto un sondaggio su cinquanta membri della Society for Sex Therapy and Research comprendente psicologi, medici, assistenti sociali, terapisti matrimoniali che, complessivamente, hanno seguito nelle loro carriere, migliaia di pa…

Lotta alle frane con un nuovo strumento del Politecnico

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Intervista a Cesare Alippi, a capo del progetto Prometeo

Parliamo del vostro ultimo progetto per salvaguardare il territorio dalle frane. In che modo sensori e pannelli fotovoltaici consentono di “diagnosticare” lo stato geologico delle pareti a rischio?
Utilizziamo sensori tradizionali e innovativi. I primi - estensimetri e inclinometri - valutano l'eventuale allargamento di fessure preesistenti e variazioni di inclinazione, sintomi di una dinamica macroscopica della parete sotto osservazione. I secondi invece – accelerometri di nuova generazione (tecnologia integrata su silicio MEMS) e geofoni – consentono “la lettura” di onde microsismiche generate da microfessure, formatesi per esempio a causa dell'azione gelo-disgelo. Si acquisiscono duemila dati al secondo. Infine i pannelli fotovoltaici permettono agli strumenti di avere una loro autonomia anche in situazioni di stress energetico o in caso di pioggia.
Come sono andati i primi test condotti a Lecco, presso il Monte San Ma…

Il calcetto tiene lontano l'osteoporosi

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Per molti uomini è un vero sfogo settimanale e guai a toccargliela: la partita a calcetto. Ora, però, c'è anche uno studio a sottolineare l'importanza di quest'abitudine. Arriva dai ricercatori dell'Università di Copenaghen, secondo i quali la partitella a cinque è un vero e proprio antidoto contro l'osteoporosi. La malattia colpisce più frequentemente le donne, ma riguarda anche una buona fetta di uomini in là con gli anni. Lo studio danese ha messo in luce che chi gioca periodicamente a calcetto corre meno rischi di ammalarsi di questa patologia ossea. Per arrivare a queste conclusioni Peter Krustrup, a capo dello studio, ha sottoposto per alcuni mesi un gruppo di donne a un allenamento di calcio due volte alla settimana: alla fine dei test s'è visto che le giocatrici mostravano un incremento della densità ossea delle tibie e un maggiore sviluppo dei polpacci e della muscolatura. In più il ricercatore ha analizzato le caratteristiche muscolari di over 65 che …

Dagli Inuit il segreto per vivere cent'anni

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Non muoiono quasi mai di infarto e ictus, i loro capelli rimangono folti e neri fino alla morte, e in più sono sempre di buonumore. Sono gli Inuit, ovvero gli eschimesi, da diversi anni al centro dell’attenzione di studi condotti da team scientifici internazionali, che cercano di risalire alla base delle loro caratteristiche fisiologiche per poter ricavare nuove cure e tecniche di prevenzione di cui tutti possano beneficiare. Gli Inuit, popolazione dell’America settentrionale di circa 40 mila individui stanziata sulle coste artiche dell’America e nella penisola dei Čukči in Asia, devono la loro salute di ferro in gran parte all’alimentazione, spiegano i ricercatori delle Università di Harvard e di Tromso, in Norvegia. La loro dieta, basata principalmente sul pesce, determina l’accumulo dei cosiddetti grassi omega–3, che hanno in pratica il potere di mantenere giovani le arterie: gli esperti hanno verificato che in media l’apparato circolatorio di un europeo o di uno statunitense di 3…

"Waze" disegna la strada maestra

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Ingorghi, incidenti, lavori in corso. Presto potranno essere evitati seguendo le indicazioni di Waze, la prima piattaforma gratuita che fornisce informazioni in tempo reale sulle strade. L'applicazione è disponibile per una svariata serie di piattaforme (iPhone, S60, Windows Mobile, Android). A breve lo sarà anche per BlackBerry. In pratica il nuovo strumento hitech è in grado di conciliare mappe GPS e dimensione social: tutti possono, infatti, contribuire all'aggiornamento costante della mappe stradali. Basta digitare “Report event” e segnalare tutto ciò che si vuole: una pattuglia di polizia, una coda improvvisa, un camion che ha perso del materiale. Si possono aggiungere anche delle foto, così da far sapere agli altri utenti nei dettagli cosa sta accadendo lungo un determinato tragitto. Ogni utente possiede un suo account, e può scegliere di far sapere chi è e come sta o rimanere anonimo e non dare indicazioni di sé. È possibile selezionare la visualizzazione 2D o 3D, se av…

TOP SCIENCE VIDEO (New Scientist TV)

Donne malate di stress

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Lo stress è ormai diventato un luogo comune. Tutti siamo stressati: i ritmi frenetici della vita quotidiana ci rendono inevitabilmente nervosi, ansiosi, stanchi cronici. In realtà - da una recente ricerca effettuata dagli esperti del The Children's Hospital of Philadelphia - scopriamo che lo stress è soprattutto "femmina", nel senso che colpisce in modo decisamente più aggressivo le appartenenti al gentil sesso. Come mai? Secondo gli scienziati è per via di un ormone ipotalamico - riconosciuto con l'acronimo Crh - corrispondente al fattore di rilascio della corticotropina. Questa sostanza renderebbe le donne più suscettibili allo stress in una percentuale del 50% superiore ai maschi. I test sono stati condotti sui topi. Si è visto che - gli animali costretti a sessioni di nuoto forzato - non reagiscono tutti allo stesso modo allo stress: nel sesso femminile il cervello è più sensibile ai livelli del fattore di librazione della corticotropina. Secondo gli esperti la s…

Tumore al seno: ko con una proteina

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Un vaccino per prevenire il tumore al seno. Sta per essere messo a punto da un team di scienziati del Cleveland Clinic Learner Research Institute dell'Ohio (USA). Lo scopo è quello di vaccinare le donne prima dei 40 anni. Gli scienziati sono giunti a questo traguardo utilizzando una proteina chiamata alfa-lattoalbumina prodotta dalle cellule tumorali con un audiovante (sostanza che stimola la risposta immunitaria dell'organismo). Nei test condotti sui topi s'è visto che il preparato è effettivamente in grado di impedire la formazione di masse neoplastiche. “Forse riusciremo a sconfiggere il tumore al seno”, dice Vincet Tuohy, uno dei responsabili della ricerca. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati 35mila nuovi casi di tumore al seno.

Ecco perchè l'uomo pensa sempre e solo a quello... incompreso dalla donna

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Recentemente uno studio condotto da un gruppo di scienziati inglesi ha dimostrato che il pettegolezzo è una prerogativa femminile. Su duemila persone coinvolte nei test, è, infatti, emerso che due donne su tre ammettono di origliare quando sentono qualcuno rilasciare indiscrezioni, contro meno della metà degli uomini. È un esempio banale che, però, mette immediatamente in luce la spiccata diversità fra uomini e donne, non solo sul piano fisico, ma anche e soprattutto su quello mentale. Il cervello, dunque, benché i codici genetici di maschi e femmine siano per più del 99% identici, è profondamente diverso nei due sessi. "I due cervelli hanno impronte genetiche diverse che creano differenze anatomiche", si legge su uno degli ultimi numeri della rivista scientifica New Scientist. Fino al Diciannovesimo secolo le donne erano considerate esseri inferiori, perché dotate di un cervello più piccolo. Più tardi, però, si comprese che l'intelligenza di una persona non dipende dall…

Marissa Mayer svela i segreti di Google

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MARISSA MAYER: 35 anni, è vicepresidente Search Products & User Experience di Google. Ingegnere presso l'azienda di Mountain View dal 1999, ha trascorso l'ultimo decennio a progettare e sviluppare l'interfaccia del motore di ricerca Google. Il magazine Fortune l'ha inserita fra le cinquanta donne più potenti del mondo.

Gennaio 09, www.techradar.com
Google è il motore di ricerca più popolare, in grado di effettuare una ricerca su milioni di pagine web in alcuni millisecondi. Che atmosfera si respirava all'inizio?
Eravamo piccolissimi. Google era composta da sole 20 persone. Il clima, però, era dei migliori e vi era molta speranza e intraprendenza. Avevamo la consapevolezza di lavorare su qualcosa che poteva avere un impatto sul mercato, benché non avessimo ancora chiaro il suo reale potenziale.

Gennaio 05, Centro di ricerche di Palo Alto della Xerox
È vero che il nome Google è frutto di un errore di pronuncia?
È verissimo. Deriva dal termine googol, la cui pronunc…

La materia oscura? Non esiste

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Scienziati affermano che la materia oscura - la misteriosa sostanza che rappresenterebbe il 96% dell'universo - potrebbe non esistere (oggi sul Daily Mail: http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-1286668/Dark-energy-matter-exist-claim-scientists.html). Se ciò fosse vero significa che tutte le teorie sul cosmo sarebbero da rifare: in particolare quella relativa alla velocità di espansione post Big Bang. Stando alle teorie classiche solo il 4% dell'universo è rappresentata da stelle, pianeti e altri corpi celesti. Il resto è ancora avvolto nel mistero. Gli scienziati della Durham University sono giunti a queste conclusioni dopo aver analizzato i dati ricavati da un satellite della NASA lanciato in orbita nel 2001 per monitorare la dispersione del calore provocato dal Big Bang. I dati ufficiali della collaborazione CDMS (Cryogenic Dark Matter) giungono agli stessi risultati. Ma finché non si avrà una conferma di questi nuovi studi, continueremo a credere nell'esistenza…

Malati di tintarella

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A tutti piace prendere il sole in estate, e tornare a casa un po’ più "scuri" del solito. In realtà per molte persone l'abitudine alla tintarella può trasformarsi in una vera e propria ossessione. In questo caso si parla di tanoressia. Secondo uno studio diffuso in questi giorni dall'Istituto di ricerca di dermatologia globale (Irdeg) il fenomeno riguarderebbe soprattutto le donne di età compresa fra 25 e 45 anni, magre, fumatrici, con un fototipo piuttosto scuro (che non si scotta facilmente). Per questo tipo di persone l'abbronzatura è una necessità assoluta: non hanno, peraltro, nessuna paura a rimanere per ore sotto il sole cocente, anche nei momenti più caldi della giornata, possibilmente senza utilizzare le creme solari protettive. Un male, dicono gli esperti, perché a lungo andare il sole può provocare seri problemi alla pelle, che vanno da banali eritemi e malattie tumorali. Inoltre i raggi solari "stressano" l'epidermide, provocando un inve…

Appariscenti per conquistare l'uomo giusto

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È un atteggiamento che le donne mettono in atto inconsapevolmente, ma che riguarda ognuna di esse: vestire abiti sgargianti o indossare più gioielli del solito durante il periodo dell’ovulazione. Dicono gli studiosi che si tratta di uno stratagemma evolutivo che risale alla notte dei tempi: in questo modo le donne comunicano agli uomini che sono nel periodo fertile e che la fecondazione può avere luogo. Per arrivare a ciò, gli psicologi dell'Università della California hanno coinvolto una trentina di ragazze: “Ciò che abbiamo notato – dice Martie Haselton, a capo dello studio - è che queste donne non cambiano radicalmente modo di vestire: semplicemente, sostituiscono alcuni capi con altri più alla moda e aumentano gli accessori quali bracciali, collane e anelli”.

Gli orsi americani abbandonano le foreste e si trasferiscono in città

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Gli orsi americani hanno trovato un nuovo ambiente in cui vivere: sono le periferie dei grandi centri urbani del New Jersey, New York, Nevada e Connecticut. Nei primi anni Ottanta la popolazione di plantigradi a ridosso delle città corrispondeva appena al 10%, ora è addirittura del 90%. In pratica ci sono più orsi nelle zone che circondano le metropoli statunitensi che non nelle foreste. Ma qual è il motivo che spinge questi animali ad abbandonare i loro luoghi natii per urbanizzarsi? Semplicemente perché nelle città trovano con maggiore abbondanza di che sfamarsi, senza far fatica. Gli animali si riversano singolarmente, in coppie, o addirittura in gruppi su cassonetti dell’immondizia, frigo all’interno di comuni abitazioni, giardini pubblici, e si abbuffano di tutto ciò che trovano, da un punto di vista espressamente calorico senz’altro più redditizio che non le comuni bacche e noci di cui si nutrono abitualmente. La situazione incredibile in cui si sono venuti a trovare gli orsi mo…

2013. Appuntamento con la tempesta solare che potrebbe "spegnere" il pianeta

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L'allarme è stato lanciato dai tecnici della NASA: nel 2013 ci sarà un picco dell'attività solare che potrebbe distruggere le nostre reti elettriche e informatiche. A rischio anche i satelliti. Nessuno vuole creare allarmismi, tuttavia l'apertura del Forum sul Clima Solare, promosso dall'ente USA, intende far luce sul fenomeno, per individuare una soluzione e correre prima ai ripari: per esempio i satelliti potrebbero essere messi in "safe mode", disattivando i processori e impedendo al sole di interferire con la loro azione. Richard Fisher, esperto della NASA dice che "la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti". Secondo gli esperti l'azione solare potrebbe in brevissimo tempo mandare in tilt tutte le apparecchiature elettriche, lasciando il pianeta al buio. Salterebbero i sistemi di comunicazione e i dispositivi GPS. "Dopo dieci minuti, i satelliti commerciali che trasmettono le conve…

Un test genetico svela il segreto della bravura di Eto'o

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Tutti conoscono molto bene la classe di Eto'o, giocatore camerunense, simbolo dell'ultima Inter pluripremiata. Ora, una bella iniziativa messa in campo da Wired, ha pensato di "scandagliare" i segreti fisioanatomici di questo grande atleta, per cercare di capire cosa lo differenzia dalle persone comuni. Gli è stato chiesto di riempire di saliva una provetta da laboratorio che è poi stata spedita a Mountain View, California, dove ha sede 23andMe, un servizio che consente l'elaborazione di test genetici, inserito da Time, due anni fa, nella lista delle invenzioni più importanti dell'anno. Ebbene, da questo esperimento è emerso che Eto'o non è come le persone "normali", ma ha delle caratteristiche "organiche" particolari, direttamente legate alle sue eccezionali doti: agilità, abilità, rapidità. Dai test si è visto che il calciatore camerunense, in linea paterna, vanta il carattere E1b1, tipico di chi risiede nella zona a sud del Sahara, …

"Da bambina e da ragazza ero come Speedy Gonzales": la mia intervista a Rita Dalla Chiesa

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Prima troppo, poi troppo poco. È così che ha funzionato per anni la mia tiroide. Da bambina e da ragazza ero come Speedy Gonzales, mangiavo tantissimo, ma non mettevo mai su un etto. Ero un'ipertiroidea. Poi, con l'età adulta, dopo un provvidenziale intervento alla ghiandola, cominciai a soffrire del problema opposto, ossia d'ipotiroidismo. In questo caso bastava anche solo uno sguardo, magari a una pizza, per ingrassare! I miei problemi di tiroide sono cominciati a 13 anni. Ero una bambina normalissima, mi piaceva giocare, studiare, stare all'aria aperta. E mangiare: nutella, cioccolato, panna montata. I miei genitori giustificavano la mia magrezza con il fatto che non stavo mai ferma. Saltavo come un grillo e non perdevo occasione per far baldoria. In realtà era il mio metabolismo che andava a mille all'ora. Mi abbuffavo, ma non mettevo mai su chili. Ogni tanto, però, sentivo il cuore battere forte e sudavo freddo. Comparvero le prime palpitazioni. Quando questi …

Contro la logica meccanicistica e riduzionistica della politica agricola

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Oggi su Repubblica c'è un interessante confronto fra Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Jeremy Rifkin, economista e saggista statunitense. Petrini parla di una visione centralizzata dell'agricoltura fatta di monocolture e allevamenti intensivi altamente insostenibili, e del completo rifiuto - da parte dell'uomo moderno - della logica olistica. Rifkin ribatte dicendo che la base dell'economia è la fotosintesi, e che con l'energia solare si crea la vita. Ma la strada che stiamo percorrendo è sbagliata. "Esistiamo soltanto da 175mila anni e rappresentiamo solo lo 0,5% dell'intera biomassa vivente sul pianeta, ma stiamo usando il 24% di tutta l'energia generata dalla fotosintesi sulla Terra. Siamo mostri. Stiamo divorando il nostro pianeta. Continuando di questo passo nei prossimi 20 o 30 anni arriveremo a utilizzare la metà della fotosintesi del pianeta. Non ce la faremo". Spigolature ha affrontato l'argomento proprio pochi giorni fa, con l&…

La torre pendente di Abu Dhabi

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Non è più la torre di Pisa l'edificio più pendente del mondo. Da questi giorni il primato è del “Capital Gate Building”, nuovo grattacielo di Abu Dhabi. Parola dei giudici del Guinness World Record. La costruzione – 35 piani per 150 metri di altezza – ha un'inclinazione di 18 gradi, quattro volte superiore a quella del monumento pisano. L'eccezionale pendenza è resa possibile da uno scheletro interno costituito da 15mila metri cubi di cemento, rinforzato con oltre 10mila tonnellate di acciaio. C'è però una differenza sostanziale fra la torre di Pisa e il “Capital Gate Building”: la pendenza del nuovo edificio è voluta, e non dipende dalla tipologia di terreno su cui sorge. Se tutto andrà come previsto la nuova torre pendente di proprietà dell'Abu Dhabi National Exhibition Company, verrà inaugurata entro la fine dell'anno: restano solo da ultimare i lavori per gli allestimenti interni (fra cui una serie di locali destinati a un albergo cinque stelle).

Gli antibiotici? Spesso non servono a nulla

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Gli antibiotici sono utili per combattere gravi malattie infettive, ma servono a poco o a nulla per sconfiggere patologie lievi come le bronchiti o le faringiti. Lo dicono dei ricercatori dell’Università di Southampton, in Inghilterra. Gli studiosi hanno verificato che - su un campione di 807 individui - le persone che vengono curate con gli antibiotici per una patologia giudicata non grave, guariscono come chi non li assume. Lo studio divulgato sulle pagine della rivista Journal of the American Medical Association è stata effettuata considerando il fatto che - secondo varie organizzazioni sanitarie - sono troppi i soldi spesi ogni anno per l’acquisto di antibiotici: le stime parlano di oltre 700 milioni di dollari all’anno. Non tutti però sono d’accordo con gi scienziati inglesi. C’è infatti chi dice che gli antibiotici fanno sempre e in ogni caso bene ai pazienti colpiti da malattie infettive, compresi coloro che soffrono di disturbi leggeri. La notizia potrebbe destare particolare …

Taglio netto agli sprechi alimentari. Un modo per salvarci dalla crisi (quasi senza accorgerci)

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Le ultime sulla crisi sono tutt'altro che ottimistiche. Fra gennaio e aprile - solo in Italia - hanno cessato l'attività 177.556 imprese, con un saldo fra avviate e chiuse negative di oltre 14mila imprese. Sono i risultati di uno studio condotto dalla Camera di commercio di Monza e Brianza. Il mondo del lavoro continua la sua agonia e a questo punto è la maggioranza a non credere più alle parole dei politici, convinti che presto ci lasceremo la Grande Crisi alle spalle. Il quadro, in effetti, è ben diverso: cresce il numero di cassintegrati e di disoccupati e tirare fine mese sta diventando sempre più difficile per un gran numero di famiglie italiane. In che modo, quindi, possiamo salvaguardare il nostro portafoglio e di conseguenza il Pil? Si dovrebbe iniziare risparmiando sulle cose di tutti i giorni, per esempio sul cibo. Parola di numerosi esperti americani che da quando s'è innescata la Grande Crisi, tengono gli occhi ben puntati su ogni nostra azione quotidiana: ché …

Idrofilia, media di Frèchet, peer review, sull'ultimo numero di Newton in edicola

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Pronto entro tre anni "SensorArt", il supercuore artificiale

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Un cuore artificiale intelligente in grado di ripristinare la funzione cardiaca perduta e annullare la necessità di ricorrere al trapianto. Battezzato SensorArt verrà messo a punto entro quattro anni dagli scienziati dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr con i bioingegneri della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa, nell’ambito dell’Information Communication Technology. Si tratta di un progetto integrato da oltre sei milioni di euro del Settimo programma quadro della Commissione Europea. La sua azione è assicurata da sensori capaci di valutare le condizioni fisiologiche di un paziente, e di regolare l’attività della pompa cardiaca, in base allo sforzo richiesto dall’organismo, diverso per ogni situazione: in caso di corsa, per esempio, il corpo umano ha bisogno di 20-25 litri di sangue al minuto; se si cammina ne bastano cinque. È la naturale evoluzione dei cosiddetti dispositivi di assistenza ventricolare attualmente in commercio, pompe meccaniche che, impiantate nel corpo del…

Malati di 'egosurfing'

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Come controllare se la propria carriera sta decollando o meno, e se i nostri "rivali" navigano in buone o cattive acque? Semplice: ci si affida all''egosurfing'. L'’egosurfing corrisponde alla pratica di cliccare il proprio nome su un motore di ricerca di internet per vedere il numero di volte che appare: tanto maggiori saranno i siti coinvolti, tanto maggiore sarà la nostra fama e attendibilità in campo lavorativo. In America l’'egosurfing sta avendo un grande successo. Persone che rivestono ruoli importanti, tra cui giornalisti, manager, e docenti universitari, la prima cosa che fanno appena accendono il pc è controllare se in Rete è comparsa qualche nuova informazione riguardante la propria attività. Contemporaneamente si dà un'’occhiata alle “quote” dei rivali, così da sapere se c’'è il rischio di venire sorpassati o surclassati. Secondo Search Engine Watch ogni giorno ci sono nel mondo da 25 a 50 milioni di ricercatori che digitano il proprio…

L'agopuntura? Funziona, ecco le prove

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Da sempre ci si chiede se l'agopuntura ha realmente effetto sulla salute dei pazienti. Ora, uno studio pubblicato dal neurobiologo Maiken Nedergaard presso lo University of Rochester Medical Center, rivela che la nota pratica medica orientale è davvero in grado di migliorare le condizioni dei malati. Secondo gli scienziati americani l'agopuntura favorisce il rilascio di adenosina, sostanza rappresentata da una molecola di adenina legata a un ribosio che interferisce con la trasmissione dei segnali dolorifici al cervello. "L'agopuntura è una tecnica utilizzata da almeno 4mila anni", rivela Nedergaard, "ma sono molti gli scettici. Oggi però con questo studio possiamo affermare con certezza che esiste un meccanismo fisico in grado di alleviare il dolore nel corpo". Gli scienziati sono arrivati a queste conclusioni dopo aver sottoposto ad agopuntura alcuni topi sofferenti a una zampa. Dai test è emerso che, gli animali trattati con la pratica orientale, pre…