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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2011

ALLUSIONI OTTICHE

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BORN TO RUN

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È lo stesso titolo di uno dei migliori dischi di Bruce Springsteen, Born To Run. Un divertente excursus nel mondo del running per sottolineare una verità assoluta: l'uomo è nato per correre. Il riferimento è a un libro uscito in USA due anni fa, scritto da Christopher McDougall, giornalista corrispondente della Associated Press. L'autore si concentra su vari aspetti della corsa sentenziando un primo dogma che sconcerta: “the best shoes are the worst”, ossia “le scarpe migliori sono le peggiori”. Per arrivare a queste conclusioni McDougall si riferisce innanzitutto ai tarahumara, popolazione messicana del Chihuahua, per la quale la corsa rappresenta una realtà quotidiana come lo è per noi andare in ufficio in metrò. Oggi ne rimangono circa 50mla, dediti a uno stile di vita tradizionale, basato sulla coltivazione del mais e dei fagioli e sull'allevamento. Ma si sofferma anche sull'anatomia del piede, per spiegare che all'interno di una scarpa il piede soffre, essen…

Lettere e numeri einsteniani

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Una missiva di Albert Einstein è stata venduta a un'asta in California per 13,936 mila dollari. Nella lettera, composta a mano, datata il 10 giugno 1939, tre mesi prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, il noto fisico lancia il suo allarme per la persecuzione degli ebrei da parte dei nazisti; Einstein nasce in Germania nel 1879, ma nel 1933, con l'ascesa al potere di Adolf Hitler, si trasferisce in USA, rinunciando definitivamente alla cittadinanza tedesca. Per consultare online ogni sua opera, fra cui numerose lettere, è disponibile il sito: www.alberteinstein.info. «Einstein — spiega Diana Buchwald del California Institute of Technology di Pasadena — si esprimeva con grande chiarezza e concisione. La sua prosa era molto elegante, la grafia leggibile e bella: si ha una sensazione di intimità con quel materiale». Il padre dell’equazione più famosa del mondo, E=mc², cominciò a dedicarsi a una fitta corrispondenza a partire dal 1919, quando le osservazioni di …

ATTENTI AL LUPO

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Ha fatto clamore poche settimane fa il documento della commissione Agricoltura della Camera che, se diventasse legge, consentirebbe l'abbattimento dei lupi «per prevenire danni importanti al bestiame». Luglio, in effetti, è stato un mese davvero molto difficile per i pastori piemontesi: 82 ovicaprini sono stati predati e uccisi dai canidi, alimentando un fenomeno che «peggiora di anno in anno, mettendo in ginocchio l'interno ecosistema». Il problema, in realtà, è doppio: da una parte c'è la grave perdita in termini produttivi, dall'altra la difficoltà relativa al recupero e allo smaltimento delle carcasse degli animali soccombiti agli attacchi canini. «Riusciremo a trovare quello che rimane solo fra qualche giorno guidati dalla puzza della decomposizione», rivela sconsolato l'allevatore Piervalter Osella. L'episodio più cruento si è verificato la notte fra lunedì 11 e martedì 12 luglio presso il comune di Sant'Anna di Bellino; in totale sono morte 59 pecor…

Alla scoperta dell'uomo delle nevi

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Si chiama Tashtagol ed è una cittadina siberiana situata a 3.500 chilometri da Mosca. Qui, secondo lo studioso Igor Burtsev, a capo dell'International Center of Hominology, vivrebbero circa una trentina di cosiddetti uomini delle nevi (che i russi chiamano uomini della foresta) e le prove sarebbero rappresentate in particolare da un pelo bianco della lunghezza di sette centimetri e dalle impronte trovate nei boschi vicino alla perduta località. Il segnale più emblematico dell’esistenza dell’abominevole uomo scimmia, sottolinea ancora Burtsev, sarebbe rappresentato dalle orme, poiché le impronte delle dita sono molto larghe e con capillari in rilievo, prova certa dell’appartenenza a un ominide. Numerose le repliche che contraddicono questa tesi. Reinhold Messner ha, per esempio, ipotizzato che lo yeti non sia altro che l'orso delle nevi. Nella sua disamina spiega che i tibetani chiamano questo orso chemo, ed è descritto come lo yeti: irsuto, puzzolente, dalle impronte uma…

In viaggio nel tempo

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Quando si parla di viaggi nel tempo si finisce sempre per accompagnare il discorso con un sorrisino ironico. Facile capire che dietro a questa smorfia si celi l'esplicita volontà di ridicolizzare un argomento che definire utopico sarebbe un eufemismo. Eppure il tema è tutt'altro che banale: ci sono scienziati che dedicano l'intera carriera per comprendere i meccanismi che un domani potranno permetterci di muoverci nel passato e nel futuro. Il discorso è stato ripreso pochissimo tempo fa anche da uno dei massimi fisici di tutti i tempi, Stephen Hawking, il quale rivela, senza mezze misure, che «viaggiare nel tempo si può». Ma come? Partendo da una nuova branca della fisica che prende il nome di geometrodinamica quantistica. Si rifà alla meccanica quantistica, sorta nella prima metà del Ventesimo secolo per supplire all'inadeguatezza della fisica classica rivolta a temi particolari come l'effetto Compton, concernente l'urto fra un fotone e un elettrone. Raggrupp…

Telecamere antipirata

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C’è chi s'inoltra furtivamente nelle sale cinematografiche armato di telecamera e che registra l’intero spettacolo per poi diffonderlo clandestinamente in Rete o con dvd contraffatti. Ma ora questa operazione potrebbe diventare sempre più difficile da portare a termine. È stato, infatti, messo a punto un sofisticato sistema in grado di stanare qualunque telecamera digitale accesa presente in sala. Protagonisti gli studiosi del Georgia Institute of Technology di Atlanta (USA). Il sistema messo a punto dagli scienziati americani si basa sul fatto che ogni videocamera digitale contiene un sensore CCD in grado di percepire la luce ambientale. Con ciò, quando una telecamera è in funzione, riflette la luce sottoforma di raggi perfettamente rettilinei che possono essere facilmente individuati. Il sistema antipirateria si basa sull’azione di due microtelecamere collegate a un computer che “cercano” la luce riflessa dai sensori CCD delle videocamere pirata. Una volta "scovato" l’…

Questione di punti di (s)vista

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Chirurgo estetico... a domicilio

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Dominique Dyens, scrittrice francese, nel suo ultimo libro Eloge de la cellulite et autrs disgraces afferma che tra una quindicina d’anni tutti andremo dal chirurgo estetico. E laddove non ci si andrà direttamente sarà lo stesso chirurgo estetico a farci visita. Dove? A casa nostra. Nelle nostre abitazioni ci saranno, infatti, allestite microsale operatorie dove di tanto in tanto ricevere il chirurgo plastico di fiducia per l’ennesima ritoccatina. Dyens lo ha per ora solo ipotizzato, tuttavia una simile tendenza, si starebbe già consolidando in varie parti del mondo, fra cui Inghilterra e America. A Londra già oggi peeling, botox e iniezioni filler vengono "consegnati" a domicilio. L’idea è venuta a un gruppo di medici della capitale inglese. Una telefonata e lo specialista estetico a bordo della sua motoretta si catapulta all’indirizzo designato con tutta l’attrezzatura necessaria per far tornare indietro le lancette dell’orologio sul volto del paziente di turno. La notizi…

Il cauto ottimismo di Jared Diamond

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Luglio 11, Wall Street Journal
QUAL È LA SIMILITUDINE FRA IL NOSTRO PIANETA E L'ISOLA DI PASQUA?
I paralleli tra l'Isola di Pasqua e il mondo moderno sono spaventosamente evidenti. È infatti l'esempio più chiaro di una società distrutta da uno sfruttamento eccessivo delle proprie risorse. Rapa Nui incarna un esempio ideale di "ecocidio", presentandoci un flash di ciò che potrà accadere nel nostro futuro.

Ottobre 05, americanscientist.org
L'ISOLA DI PASQUA È DUNQUE ASSIMILABILE A UN LABORATORIO, DOVE ANDARE A CERCARE LA SOLUZIONE AI NOSTRI PROBLEMI.
L'isola di Pasqua è il luogo più isolato della Terra, distando 1300 miglia dalla Polinesia e 2300 miglia dal Cile. Ed è un ottimo laboratorio antropologico. Se dovessero scoppiare dei disordini, gli abitanti non avrebbero scampo, perché non potrebbero scappare, né chiedere aiuto a qualcuno. Allo stesso modo i terrestri sono isolati nello spazio, impossibilitati a fuggire su un altro mondo, o chiedere aiuto a…

Quando il mal di testa non dipende dalla cefalea

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Alzarsi la mattina con il mal di testa può voler dire essere vittime di un disagio psichico e non della comune cefalea, tirata in ballo ogni volta che si hanno problemi di questo tipo. Lo rivela uno studio condotto in California (USA) da un team di ricercatori della Stanford University of Medicine di Palo Alto. I ricercatori hanno condotto i test su 19mila persone provenienti da cinque paesi, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito e Portogallo. Delle persone intervistate l’1,3% ha ammesso di soffrire di cefalea tutti i giorni; il 4,4% spesso; e l’1,9% qualche volta. Gli studiosi hanno concluso che il mal di testa che insorge nelle prime ore della giornata è probabilmente dovuto al sonno disturbato, spesso legato a manifestazioni di natura ansiogena o depressiva. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista The Archives of Internal Medicine da Maurice Ohayon dell’università californiana.

Nei paesi avanzati e nelle zone industrializzate la cefalea ha una frequenza intorno al 50%, fino ad u…