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Visualizzazione dei post da Agosto, 2012

Domani, la notte della Luna blu

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Un fenomeno raro che si ripresenterà nel luglio 2015: la luna blu. Ma il riferimento non è al colore del nostro satellite, bensì al fatto che si verificherà un nuovo plenilunio, dopo quello di inizio mese. L'appuntamento è per domani sera: la luna blu sarà al suo massimo splendore alle 15.58 ora italiana. Mentre la prima luna piena si è avuta il 1 agosto. Ma come mai accadono questi “imprevisti” astronomici? Semplicemente perché il calendario formato da dodici mesi dell'anno non è perfettamente calibrato con le fasi lunari. In media la luna blu si verifica ogni 2,7 anni (ma si può arrivare fino a cinque anni di distanza fra un evento e l'altro). L'ultimo mese “doppio” risale, infatti, al 2010. La luna blu ha anche ispirato molte canzoni, interpretate fra gli altri da Elvis Presley ed Ella Fitzgerald. Ma il nominativo, con ogni probabilità, risale a più di quattrocento anni fa. Viene ufficialmente considerato dal 1932, comparendo sull'almanacco americano Maine Farm…

PADRONI DEL CIELO

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Battezzato Dragon si candida a essere il primo taxi spaziale della storia dell'uomo. Si tratta, infatti, del primo veicolo spaziale di tipo commerciale. Il lancio inaugurale, senza equipaggio, è avvenuto il 19 maggio. Sviluppato dalla SpaceX, una compagnia di Hawtorne, in California, in collaborazione con la NASA, si ripromette di trasportare avanti e indietro dalla Stazione spaziale internazionale fino a sette astronauti. Molti esperti parlano di un ritorno agli anni Sessanta. Osservandolo, infatti, ricorda una capsula simile a quelle utilizzate per il Programma Apollo; Dragon, peraltro, impiegherà per raggiungere il cosmo - come è già accaduto per le missioni lunari – un razzo. Il Falcon 9 è un gigante di 54 metri, con un diametro di quattro metri. I test effettuati fino a oggi sono andati a gonfie vele; il primo è avvenuto il 4 giugno 2010, l'ultimo pochi giorni fa. Si tratta di una nuova generazione di razzi, dotati di due stadi, entrambi funzionanti con motori Merlin, pro…

Petrolio segreto

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Intervista a Fatih Biro, economista, capo della IEA 
Marzo 2012, corrieredellasera.it In un mondo preoccupato per le emissioni di gas serra, portare l'energia a tutti non farebbe che aggravare la situazione? È un falso problema. Non si tratta di portare di colpo queste popolazioni a uno stile di vita occidentale, ma di consentire un livello minimo di energia tale da farle uscire dall'indigenza: dato che i loro consumi sarebbero bassissimi, le emissioni globali aumenterebbero soltanto dello 0,6%»
Giugno 1999, Reuters Cosa ci possiamo aspettare dall'innalzamento dei prezzi del petrolio? I prezzi alti del petrolio hanno due conseguenze: da un lato incentivano gli investimenti verso le tecnologie alternative e in generale verso le rinnovabili. Cosa che spiega come di fronte a prezzi così bassi come quelli attuali il mercato delle rinnovabili sia in crisi. Dall'altro però se i prezzi sono troppo alti frenano la crescita e disincentivano o rendono impossibili gli investimenti.
A…

COSCIENZE IMMORTALI

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Neuroscienziato del Baylor College of Medicine, direttore del Laboratory for Perception and Action and the Initiative on Neuroscience and Law. David Eagemen (1971) è conosciuto soprattutto per i suoi lavori sulla percezione del tempo e la sinestesia. Scrive abitualmente per New York Times e New Scientist.
Aprile 2010, The Observer Che cosa porta un neuroscienziato ad affrontare l'idea della vita dopo la morte?
Sto utilizzando l'aldilà come pretesto per capire cosa è veramente importante per l'uomo. È una risposta ai tanti testi pubblicati da atei e religiosi super convinti delle loro tesi. L'unica cosa vera, invece, che ci insegna la scienza è la limitatezza delle nostre conclusioni. C'è vita dopo la morte? Chi lo sa. Non abbiamo prove né in un senso, né in un altro. Ma la cosa che mi stupisce è che così tante persone siano convinti dell'una o dell'altra possibilità.
Si augura, in ogni caso, che la nostra coscienza continui anche dopo la morte fisica?
Non ne so…

Il futuro dei semiconduttori

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Non è di molto tempo fa la notizia proveniente da Berkeley relativa a una nuova generazione di superconduttori, caratterizzata da fogli ultrasottili, a base di arseniuro di indio e substrati in silicio. L'idea è andare a sostituire progressivamente i transistor tradizionali di natura silicea, costosi e sempre più difficili da approntare per via della scarsità delle materie prime. Gli esperti dell'Università della California a Berkeley hanno concentrato le loro attenzioni soprattutto sull'arseniuro di indio, dotato di proprietà semiconduttrici eccellenti. Qualcosa già si sapeva. Stando infatti alle ricerche compiute da Intel, si potrebbe forgiare transistor da dieci nanometri (con velocità di spostamento degli elettroni assai più elevata rispetto al silicio) sfruttando proprio l'arseniuro di indio e gallio; il primo, un elemento che entra in gioco anche nell'ambito dell'antimoniuro di indio, utile per la fabbricazione di dioidi laser. In questo caso gli scienzia…

La fine del Sistema Solare

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4,5 miliardi di anni. È l'eta del nostro sistema solare. Un raggruppamento di corpi celesti di mezza età, visto che prevedibilmente ha ancora davanti a sé vari miliardi di anni di vita. Dopodiché tutto cambierà repentinamente e si trasformerà in qualcosa di molto diverso da quello a cui siamo soliti pensare. Ciò accadrà in seguito all'esaurimento del “combustibile” dell'astro: la nostra stella, dopo una decina di miliardi di anni, avrà infatti consumato tutti gli elementi più leggeri – idrogeno ed elio – e a causa della sua piccola massa non sarà in grado di passare a bruciare elementi più pesanti. Ma cosa accadrà effettivamente quando il sole perderà la capacità di produrre energia mediante le odierne reazioni nucleari? Le previsioni non sono entusiasmanti e, sebbene non si possa minimamente immaginare quale sarà stato nel frattempo il destino dell'uomo (magari potrebbe essersi estinto da miliardi anni), c'è da aspettarsi una spettacolare trasformazione del siste…

Spazio al Drago

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Cina 2016, India 2020, USA 2024. Fantaspazio, ma non troppo. Sono le date recentemente emerse per ciò che riguarda il presumibile ritorno dell'uomo sulla Luna. Perché il nostro unico satellite fa gola a molti e il primo che tornerà a porvi piede potrebbe godere di vantaggi inimmaginabili, un po' quel che accadde all'indomani della scoperta delle Americhe, con la partenza in massa di flotte navali dalle coste europee alla conquista di nuovi mondi da esplorare e assoggettare. Sulla Luna, lo sappiamo bene, non ci sono abitanti, ma intuiamo l'enorme bagaglio di ricchezze che contiene, e che potrebbe favorire lo sviluppo economico di molti paesi. The Ecologist illustra in poche lampanti parole il “tesoro” celato dal satellite, oltre le polveri regolitiche della sua inospitale superficie: sono miliardi di tonnellate di materie prime come gas, metalli e acqua. Sussistono, inoltre, minerali rarissimi come la troilite - composta da ferro e zolfo - rame nativo, stagno, una lega…

Pianeti perduti

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La notizia è stata diramata per la prima volta qualche mese fa, quando un team di studiosi americano appura l'esistenza di una dozzina di pianeti che vagabondano nello spazio senza meta. Non ruotano intorno ad alcuna stella e non fanno quindi parte di nessun sistema stellare: sono degli autentici corpi nomadi. Oggi, dunque, si torna sull'argomento con un approfondimento svolto dagli scienziati della Stanford University che arrivano ad avanzare un'ipotesi sensazionalistica: potrebbero esserci 100mila volte più “pianeti vagabondi” nella Via Lattea che stelle. È un scoperta che potrebbe rivoluzionare le consuete teorie riguardo la formazione dei sistemi stellari e la presenza e l'abbondanza di vita nell'universo. Stando, infatti, alle prime dichiarazioni rilasciate dagli studiosi USA su questi corpi abbandonati a se stessi potrebbero essere presenti tracce di vita. «Se questi pianeti nomadi sono grandi abbastanza per avere una spessa atmosfera, avrebbero potuto intra…

Farfalle a rischio

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LA LISTA ROSSA 
Effetto serra, inquinamento, speculazione edilizia, colture intensive. Sono solo alcuni fra i problemi che stanno attanagliando l'Europa e mettendo a serio repentaglio la biodiversità del continente. Molte specie animali e vegetali, infatti, stanno soccombendo alle attività antropiche e non sembrerebbero esserci validi presupposti per arginare il problema. Uno dei modi per “leggere” adeguatamente i cambiamenti in atto è indagare le condizioni biologiche delle farfalle, insetti particolarmente vulnerabili alle modificazioni degli habitat e quindi perfettamente in grado di indicare, seppur indirettamente, ciò che sta accadendo in un particolare ambiente. «In Europa gli effetti del cambiamento climatico sulla biodiversità sono già visibili», rivela Ladislav Miko, direttore per la biodiversità della Commissione europea; «la distribuzione delle specie, i periodi di fioritura e le migrazioni degli uccelli, ad esempio, stanno mutando». Miko e la sua equipe di studiosi ha…