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Visualizzazione dei post da Marzo, 2013

Bye bye Barbie

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Se una volta andavano di moda le Barbie, le famose bambole degli anni Settanta e Ottanta, era solo perché le bimbe erano più docili e meno aggressive di quelle di oggi. Al momento infatti i giocattoli che vanno per la maggiore tra le più piccole non sono create più a immagine e somiglianza delle "mansuete" signorine della produzione Mattel, ma lo sono delle Bratz, bambole di nuova generazione, nell’aspetto molto più "aggressive" ed "esuberanti" delle prime. A sostenerlo sono vari studiosi a livello mondiale, tra cui lo psichiatra italiano Ernesto Califfo il quale fa notare che “le bambine di oggi sono diventate più aggressive e dinamiche, ed è per questo che preferiscono le Bratz”.Gli psicologi sostengono in coro che le nuove bambole in vinile riflettendo la cultura attuale, che vede una sessualizzazione precoce dei più piccoli, potrebbero predisporre maggiormente le bambine a traumi di natura sessuale. Le Bratz, hanno l’ombelico costantemente scoperto, l…

L'estinzione dei neanderthaliani? Colpa degli occhi troppo grandi

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Avevano gli occhi troppo grandi e per questo motivo si sarebbero estinti. E' la nuova tesi presentata da un team di studiosi dell'Università di Oxford, relativa alla sparizione di una specie simbolo dell'evoluzione umana: l'uomo di Neanderthal. Secondo i ricercatori inglesi i neandertaliani provenienti dalla culla africana, avrebbero sviluppato soprattutto l'area del cervello dedicata alla vista, per adattarsi alla scarsa luminosità delle alte latitudini europee, a discapito dei lobi frontali, imputati in elaborazioni cerebrali più "elevate". Questa caratteristica sarebbe, invece, stata appannaggio dell'uomo moderno che, alfine, ha avuto la meglio su tutti gli altri ominidi. (Ricordiamo, infatti, che circa 40mila anni fa esistevano almeno quattro specie di ominidi: con i sapiens sapiens e i neandertaliani, c'erano anche l'Homo floresiensis e il Denisova). «In pratica i Neanderthal avrebbero utilizzato troppo cervello per la vista sottraendolo …

Europa, un mondo pieno di vita (nascosta)

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Europa, una delle lune di Giove, più o meno grande come la Luna, potrebbe essere un posto meraviglioso per la vita. Sono le dichiarazioni rilasciate da un team di studiosi del California Institute of Technology di Pasadena, in USA. Gli esperti ritengono che la vita possa, in particolare, prosperare al di sotto della superficie del satellite, dove si nasconderebbero oceani allo stato liquido. Mike Brown, a capo dello studio, non ha dubbi e rivela che "se potessi leccare la superficie di Europa, la luna ghiacciata di Giove, sentirei il sapore del mare sottostante". Come si è giunti a questo risultato? Brown ha analizzato con grande precisione i dati elaborati dalla missione Galileo della NASA, avvenuta fra il 1989 e il 2003. Su Astronomical Journal compaiono le descrizioni dettagliate delle caratteristiche di Europa, un mondo che nei prossimi anni potrebbe lasciare basiti anche gli scienziati più recalcitranti all'ipotesi della presenza di attività organica sul piccolo cor…

Una capatina su Marte

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La foto è del New Scientist. Significa che Marte è a portata di tutti? Un uomo e una donna, preferibilmente sposati, potrebbero, infatti, essere i protagonisti della prima missione spaziale umana (di circa 500 giorni) oltre l'orbita terrestre. Il debutto della missione, interamente privata (la sovvenziona il miliardario Dennis Tito), è previsto per il gennaio 2018 e dovrebbe concludersi nel maggio del 2019, in tempo per il 50esimo anniversario della passeggiata sulla Luna dell'Apollo 11.



Valsugana by bike

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La Valsugana offre un bel servizio di bike-sharing. Ne parlo su rental blog: A spasso, in bici, per la Valsugana


Ritorno al carbone

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Sempre più spesso l’Europa si affida al consumo di carbone per ottenere energia. È quanto emerge da un’indagine effettuata dal Washington Post. Due i motivi di questo incremento: la volontà di staccarsi definitivamente dalla dipendenza dall’energia nucleare, e i prezzi bassi della materia prima estratta negli USA. Le stime relative ai primi nove mesi del 2012, parlano di un aumento del consumo di carbone in Europa del 26%. Fra i paesi maggiormente coinvolti dal fenomeno c’è la Germania che, dopo il disastro nucleare di Fukushima, non ha più intenzione di affidarsi all’energia dell’atomo, per ricorrere alle rinnovabili e, appunto, al carbone. Sulla stessa linea l’Inghilterra, con un’impennata del consumo di carbone del 73%; a ruota seguono molti altri paesi europei, fra cui Italia e Spagna; il Belpaese, in particolare, segnala 7,2 tonnellate di carbone acquistato durante il range temporale di analisi preso in considerazione dagli americani. Ma rincorrendo il carbone, si rischia di compr…